di Marco Tripodi

Ora è ufficiale: il calcio italiano riprenderà il prossimo 13 giugno.

La decisione definitiva sul destino del pallone nostrano, fermato lo scorso 8 marzo come il resto del Paese dall'emergenza coronavirus, è arrivata ieri al termine dell'assemblea tra il ministro dello sport Vincenzo Spadafora e tutte le componenti del mondo calcistico professionistico italiano.

 Stabilita la data di ripartenza restano ora da stilare orari e date dei rimanenti dodici turni di Serie A e della fase conclusiva della Coppa Italia. E' molto probabile che proprio la seconda competizione nazionale sia la prima a tornare in campo. Una prima bozza di calendario prevede infatti che tra sabato 13 e domenica 14 giugno si disputino le due semifinali di ritorno, Inter-Napoli e Juventus-Milan, e il mercoledì successivo la finale tra le due squadre vincenti. Soltanto a cominciare da sabato 20 rivedremo in campo anche il campionato, che ripartirebbe dalla disputa della 27 giornata, inizialmente in programma lo scorso 15 marzo. Le date ufficiali verranno stabilite questa sera dalla riunione di Lega Calcio tra tutte le squadre di A, mentre il prossimo 4 giugno il Consiglio Federale stabilirà se, come e quando potranno tornare in campo anche i campionati di Serie B e C.

 Come dichiarato dallo stesso ministro Spadafora, in caso di nuovo stop al campionato i verdetti dello stesso saranno definitivi dalla disputa di playoff e playout o, in alternativa, dalla cristallizzazione della classifica all'ultimo turno disputato.

di Marco Tripodi

Genova dice no. Mentre la Serie A si interroga per capire quali siano le possibilità di tornare prima o poi in campo per completare la stagione 2019-20, Genoa e Sampdoria prendono posizione schierandosi nettamente dalla parte di chi considera il campionato ormai concluso.

 Un concetto espresso chiaramente a più riprese dal patron rossoblù Enrico Preziosi, il quale sembra non perdere occasione per ribadire come secondo lui 'non si possa pensare al pallone mentre tanta gente continua a morire'. Sulla stessa lunghezza d'onda sembra muoversi anche il suo collega e dirimpettaio Massimo Ferrero, che oltretutto l'emergenza coronavirus ha dovuto affrontarla in casa sua dovendo fare i conti con ben otto tesserati contagiati nelle scorse settimane dal Covid-19.

 Una posizione comune, dettata dal buon senso e dal voler dare priorità a cose più importanti di un pallone che rotola su un prato. Anche se non manca chi pensa male. Secondo alcuni a spingere i due presidenti verso una posizione piuttosto che l'altra ci sarebbe anche una situazione di classifica che se venisse cristallizzata al momento dell'ultima gara disputata vedrebbe salve sia il Genoa che la Sampdoria. Una visione forse un po' maliziosa ma che nel Paese di Machiavelli ed Andreotti trova molti sostenitori...

di Marco Tripodi

Domenica di festa per le due compagini genovesi. Nel 26esimo turno di Serie A, contraddistinto dall'assenza di pubblico causa l'emergenza coronavirus, Sampdoria e Genoa si impongono rispettivamente su Verona e Milan con il medesimo punteggio, 2-1, ma con modalità differenti. I blucerchiati battono in rimonta al Ferraris gli scaligeri mentre i rossoblù espugnano la San Siro rossonera grazie ad un gran primo tempo.

A decidere la sfida di Marassi è una doppietta di capitan Quagliarella nel quarto d'ora finale. L'ex capocannoniere al 77' fulmina Silvestri da distanza ravvicinata al termine di una bella triangolazione con De Paoli, quindi, nove minuti più tardi, trasforma freddamente un rigore concesso per fallo su Ekdal permettendo ai suoi di scacciare i fantasmi palesatesi dopo il momentaneo vantaggio ospite arrivato al 32' del primo tempo con l'autorete di Audero.

Con questo successo i blucerchiati interrompono la striscia positiva dei veneti che durava da 9 partite ma soprattutto mantengono un punto di distanza sul terzultimo posto in classifica, attualmente occupato da Lecce e Genoa a pari merito. È proprio il Grifone è il protagonista dell'exploit di giornata. Dopo 5 anni infatti i rossoblù battono il Diavolo nella sua tana, agganciando i salentini a quota 25 e proseguendo la propria corsa verso la salvezza. Con una prestazione cinica e attenta la squadra di Davide Nicola capitalizza al massimo le reti di Pandev, in apertura di incontro, e di Cassata, giunta sul tramonto del primo tempo. Lo squillo di Ibrahimovic a 10 minuti dal triplice fischio regala qualche brivido ai rossoblù il cui fortino regge però l'impatto con l'assalto finale dei milanisti.

TABELLINI:

RETI: 32′ pt aut. Audero; 32′ st e 41′ st rig. Quagliarella.

SAMPDORIA (4-4-2): Audero; Bereszynski, Tonelli, Yoshida, Augello; Depaoli, Ekdal, Vieira (dal 15′ s.t. Linetty), Jankto; Quagliarella (dal 45′ s.t. Thorsby), Gabbiadini (dal 15′ s.t. Bonazzoli). A disposizione: Seculin, Falcone, Chabot, Barreto, Colley, La Gumina, Maroni, Léris. Allenatore: Ranieri.

HELLAS VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Dawidowicz, Gunter; Adjapong, Amrabat (dal 43′ s.t. Salcedo), Pessina, Lazovic; Zaccagni, Verre (dal 27′ s.t. Badu); Di Carmine (dal 35′ s.t. Pazzini). A disposizione: Berardi, Radunovic, Setpinski, Bocchetti, Lucas, Dimarco, Kumbulla, Empereur. Allenatore: Juric.

ARBITRO: Valeri di Roma.

NOTE: ammoniti al 39′ p.t. Vieira, al 2′ s.t. Di Carmine, al 25′ s.t. Tonelli, al 31′ s.t. Badu, al 33′ s.t. Jankto e al 41′ s.t. Dawidowicz; espulso Linetty al 45’+5′ Zaccagni. Recupero 0′ p.t. e 6′ s.t.

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MILAN-GENOA 1-2

RETI: 7' pt Pandev (G), 41' pt Cassata (G), 32' st Ibrahimovic (M).

MILAN (4-2-3-1): Begovic; Conti (91' Calabria), Gabbia, Romagnoli, Hernandez; Bennacer, Kessie; Castillejo, Calhanoglu (56' Bonaventura), Rebic (56' Leao); Ibrahimovic. A disposizione: Soncin, A. Donnarumma, Biglia, Musacchio, Paquetà, Saelemaekers, Laxalt, Brescianini. Allenatore: Pioli.

GENOA (3-5-2): Perin; Romero, Soumaoro, Masiello; Biraschi, Behrami (64' Jagiello), Schone (57' Sturaro), Cassata, Criscito; Pandev (79' Pinamonti), Sanabria. A disposizione: Ichazo, Marchetti, Zapata, Barreca, Iago Falque, Eriksson, Destro, Favilli, Ankersen. Allenatore: Nicola.

ARBITRO: Doveri di Roma.

NOTE: Gara giocata a porte chiuse. Ammoniti: nessuno. Recupero: 1' e 5'.