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Bono, I just won the race!

10/07/2024 | Formula 1

di Piero Giuseppe Goletto

Lewis Hamilton ha appena vinto il Gran Premio di Gran Bretagna e abbiamo pensato di usare come titolo una sorta di parodia di una sua frase tipica (“Bono, my tires are gone” – “Bono, le mie gomme sono andate” – Bono è Peter Bonington, il suo ingegnere di pista).
In realtà, il pilota inglese ha commosso tutti, perché è tornato alla vittoria dopo più di due anni, un tempo interminabile per un campione come lui. E lo ha fatto nella “sua” Silverstone, dove ha vinto già 8 volte (questa è la nona, record assoluto e storico). Ha corso in condizioni difficilissime – una continua alternanza di asciutto, umido e bagnato, con una precaria aderenza – senza sprecare nulla.

In una gara dove si sono alternati al comando Russell, Norris e Piastri (che la McLaren non abbia finalizzato la vittoria ci dice quanta strada il team inglese deve ancora fare, quantomeno nell’execution, per tornare alla vittoria) Hamilton al 39° giro approfitta delle migliorate condizioni meteo mentre Norris entra un giro troppo tardi e sbaglia la fermata perdendo tempo.
C’è da dire che già in partenza Russell e Hamilton erano andati via in coppia mentre Verstappen aveva superato un ingenuo Norris che doveva guardarsi anche da Piastri, mentre Leclerc aveva approfittato del caos a metà griglia per guadagnare tre posizioni. Al 15° giro, Norris riesce a superare Verstappen, la cui Red Bull appare in difficoltà. Si accende anche Hamilton che supera Russell, ma non appena la pista inizia a bagnarsi i due piloti Mercedes, che hanno le gomme da asciutto, vanno lunghi. Norris sale così al secondo posto.

La pista umida permette alla coppia McLaren di andare in testa seguita dalla coppia Mercedes. Verstappen sempre più in difficoltà è quinto, seguito da Sainz. Leclerc tenta la carta delle gomme intermedie sulla base dell’aspettativa di precipitazioni più forti. Le precipitazioni non arrivano e il pilota monegasco arriva a perdere 12 secondi a giro.

Con l’intensificarsi della pioggia Verstappen risale in terza posizione, preceduto da Norris e da Hamilton. Sainz è quinto dietro a Russell e davanti a Piastri mentre Leclerc è precipitato in 17° posizione (giungerà poi 15° a fine gara.

Le vetture migliori a Silverstone erano la McLaren e la Mercedes.
La Mercedes W15 è competitiva ovunque, e risultava la più rapida nelle curve veloci come Copse, Maggots e Becketts.
McLaren si era dimostrata veloce sia nel corso delle prove libere sia nelle qualifiche ma – come abbiamo detto – le Mercstrategie sbagliate dei box, ammesse dall’Ing. Andrea Stella nell’intervista a caldo a Sky Italia – si è commesso l’errore di chiamare Norris e ritardare di un giro la chiamata di Piastri.
La Red Bull era in seria difficoltà a causa dei danni al fondo riportati da Verstappen in Q1 e dai problemi di Perez, ma la gestione strategica ha fatto le scelte appropriate.
Chi non si è visto del tutto è stata la Ferrari. Certo, Sainz fa segnare il giro più veloce ma è poca cosa. La SF24 è plafonata, il team sembra confuso, il nuovo aggiornamento ha fatto ritornare a galla il porpoising/bouncing e Leclerc ha dichiarato “Sto vivendo un incubo da tre o quattro gare. Dobbiamo assolutamente uscirne. Oggi ho fatto una bella partenza, poi ho avuto la sensazione che stesse piovendo in curva quindici e ho chiamato il pit stop per le gomme intermedie. Purtroppo la pioggia è arrivata effettivamente otto giri dopo e questo ha distrutto i nostri pneumatici. Siamo una delle poche macchine che ha buttato via la gara. Adesso analizzeremo tutto e capiremo se si sarebbe potuto fare qualcosa di più”. Sainz – che sostiene siano stati compresi i problemi creati dall’aggiornamento – ha osservato: “Abbiamo capito dove abbiamo sbagliato, serve tornare a Maranello e sistemare un pacchetto di aggiornamenti nuovo che non ci ha portato i benefici speciali ma che ha potenzialità”.

La F1 ha bisogno di una Ferrari competitiva.

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